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LE PAROLE DEL GESTALT COUNSELING sono un percorso che ci accompagnerà, una volta a settimana, attraverso le parole, i loro mille significati e le loro infinite sfumature.

LE PAROLE DEL GESTALT COUNSELING per ricordare, insieme, la magia dei significati e lo stupore della narrazione.

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La nuova parola del Gestalt Counseling è: RACCONTO.

Il dizionario ci ricorda che il RACCONTO è un’esposizione di fatti o discorsi o avvenimenti personali.
Tutti noi ci raccontiamo attraverso le nostre storie, le nostre testimonianze e i nostri mondi interiori.

E se RACCONTARE equivale a fare una relazione (dando a questa parola un significato puramente tecnico) su qualcuno o qualcosa, allora la GESTALT ci aiuta a trasformare quest’argilla grezza dandole la FORMA del CONTATTO e quindi non più “fare una relazione” ma “essere in relazione” con qualcuno (noi e gli altri) o qualcosa (l’ambiente e il contesto).
E ogni volta, nel nostro RACCONTARCI e CONTATTARCI, lasciamo che gli eventi scorrano per le vie dell’esistenza, senza eliminare o tagliare nulla, nel rispetto e nella dignità del nostro vissuto, attingendo alla memoria e ai ricordi, interpretando e vestendo i panni di tutti i personaggi della storia, cambiando la voce, imitando, arricchendo le sfumature di gesti e le parole di simboli ed archetipi perché il racconto siamo noi, noi nella RELAZIONE e nel CONTATTO.

Anche Ervin Polster nel suo saggio “Ogni vita merita un romanzo” (il titolo è una citazione da Flaubert) evidenzia come le storie – tutte le storie – raggiungono la loro FORMA solo quando vengono raccontate nel loro dipanarsi quotidiano come affascinanti fotogrammi di umana esistenza, quando vengono spalancate come finestre con lo stupore di piccole scoperte incastonate nelle vite di ciascuno di noi, milioni, miliardi di vite e di romanzi.

Il RACCONTO nella GESTALT è un invito, ancor prima che alla narrazione, a vivere con passione ed emozione, a “sporcarsi le mani” impastando i colori dei nostri vissuti difficili, impervi, soffocanti per modellare l’ESPERIENZA stessa di ciò che siamo, momento dopo momento, nel qui-e-ora, come esseri unici e meravigliosi, speciali ed inimitabili.

“Pensandoci bene, apparteniamo anche noi alla medesima storia, che continua attraverso i secoli! Non hanno dunque una fine i grandi racconti?”.
“No, non terminano mai i racconti”, disse Frodo. “Sono i personaggi che vengono e se ne vanno, quando è terminata la loro parte. La nostra finirà più tardi… o fra breve”.
(J. R. R. Tolkien)

Racconto

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