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LE PAROLE DEL GESTALT COUNSELING sono un percorso che ci accompagnerà, una volta a settimana, attraverso le parole, i loro mille significati e le loro infinite sfumature.

LE PAROLE DEL GESTALT COUNSELING per ricordare, insieme, la magia dei significati e lo stupore della narrazione.

Le parole del Gestalt Counseling, sguardo, counseling, Scuola di Gestalt Counseling

Nell’etimologia classica SGUARDO deriva dal termine franco-germanico wardōn con il significato di “stare in guardia”, “rivolgere gli occhi verso un punto o in una direzione”, mentre nella nostra particolare carrellata delle parole da “leggere” in ottica GESTALTICA, lo SGUARDO assume un sapore e una consistenza diverse, diventando «l’atto di osservare qualcosa o qualcuno con una particolare CONSAPEVOLEZZA».

Non è, allora, un semplice guardare o vedere, infatti un’espressione come «non degnare di uno sguardo» va ben oltre il non guardare qualcuno e significa, invece, non prendere in considerazione quella persona in quanto tale, con i suoi pregi e valutare o giudicare ed enfatizzarne solo i difetti.

Come Counselors impariamo che nella relazione d’aiuto c’è uno sguardo verso se stessi e uno sguardo verso il Cliente e allora diventa importante avere uno SGUARDO sulla persona, uno sguardo GESTALTICO pregno di CONSAPEVOLEZZA.

Ne “Il libro dei cinque anelli” di Miyamoto Musashi (che dovrebbe essere annoverato come un vero e proprio manuale del Counseling) l’autore riflette su come sia importate per un maestro di spada – un Samurai – avere lo SGUARDO dell’OSSERVAZIONE e quello della CONTEMPLAZIONE.
L’OSSERVAZIONE è uno sguardo verso l’esterno, a puntare lontano, scrutando l’ambiente e l’orizzonte mentre lo sguardo della CONTEMPLAZIONE è verso l’interno, l’intimità, il proprio sentire, raccontando a se stessi le sensazioni e le emozioni che si stanno provando.

Per Miyamoto Musashi durante il combattimento (per noi che non siamo Samurai diventa “l’incontro“) è fondamentale tenere gli occhi sempre ben aperti, non è sufficiente solo vedere, ma occorre imparare a saper PERCEPIRE ed INTUIRE, poiché la percezione e l’intuizione aiutano ad individuare la tattica più efficace.
Durante un combattimento/incontro la distinzione tra guardare – gestalticamente – e vedere assume un ruolo fondamentale perché attraverso lo SGUARDO è possibile costruire quel magico momento e magico spazio definito “TRA” all’interno del quale prende FORMA la relazione d’aiuto e di fiducia.

Ed è in certi sguardi che s’intravede l’infinito.
(Franco Battiato)

Sguardo

ONE COMMENT

  • Chiara Salvatore ha detto:

    Marina, mi ha affascinata questo racconto a volo d’aquila sullo “sguardo”. grazie.

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